Le parole del candidato sindaco Enrico Bianchi

DI seguito il discorso di presentazione per la sua ricandidatura del Sindaco Enrico Bianchi, tenuto in occasione della presentazione della lista “Proposta per Luino 2026” di sabato 11 Aprile 2026

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Signore e Signori,

non posso nascondere che la decisione di ricandidarmi come Sindaco di Luino non è stata immediata. Anzi, è stata accompagnata da qualche esitazione, da riflessioni profonde e da un confronto sincero, prima di tutto con me stesso.

Amministrare una città è un impegno serio, che richiede tempo, energia, responsabilità. Non è una scelta da prendere con leggerezza. Proprio per questo mi sono fermato a pensare: a ciò che è stato fatto, a ciò che resta da fare, e soprattutto a quale contributo posso ancora dare alla nostra comunità.

In questo percorso di riflessione, però, c’è stata una cosa che ha fatto la differenza: l’ascolto. L’ascolto di tanti cittadini, di associazioni, di operatori economici, di persone che ogni giorno vivono Luino. Da molti di loro ho ricevuto una richiesta chiara: continuare. Portare avanti il lavoro iniziato. Non interrompere un percorso che, insieme, abbiamo costruito.

Ed è proprio quell’“insieme” che mi ha convinto. Perché in questi anni abbiamo cercato di costruire non solo progetti, ma un metodo: quello della partecipazione, della condivisione, dell’amministrazione che dialoga e coinvolge. Un metodo che ha iniziato a dare risultati, ma che ha bisogno di continuità per consolidarsi davvero.

Certo, le sfide non mancano. Ci sono ancora obiettivi da raggiungere, problemi da affrontare, opportunità da cogliere. Ma oggi sento che c’è una base più solida, una comunità più consapevole e più coinvolta, pronta a fare un passo in più.

Parlare oggi del futuro della nostra città significa, prima di tutto, parlare delle persone che la vivono ogni giorno. Una città non è fatta solo di strade, edifici o infrastrutture: è fatta di relazioni, di idee, di partecipazione. Ed è proprio da qui che vogliamo partire.

Crediamo fortemente che sentirsi protagonisti nella costruzione di un progetto per la città sia un elemento fondamentale. Quando cittadini, imprese e associazioni percepiscono di essere parte attiva di un percorso, nasce un legame più forte, autentico. Questo legame non solo fidelizza chi già vive e lavora qui, ma rende la città più attrattiva per nuovi residenti e nuovi investimenti.

Fare il bene della città, però, richiede anche coraggio. Il coraggio di compiere scelte che vadano oltre gli interessi di parte, oltre le appartenenze politiche, mettendo al centro un obiettivo condiviso: il bene comune. Significa creare le condizioni affinché ciascun interlocutore possa sentirsi non spettatore, ma coautore del futuro che stiamo costruendo insieme.

In questa visione si inserisce il concetto di amministrazione condivisa, in cui crediamo profondamente. Un modello che supera l’idea tradizionale di un ente pubblico che decide da solo, e apre invece a una collaborazione reale con le tante energie presenti nella società civile. Non si tratta solo di gestire insieme, ma di progettare insieme. Di ascoltare, integrare, valorizzare competenze e punti di vista diversi.

Il coinvolgimento attivo dei portatori di interesse diventa quindi una leva strategica. Non solo per migliorare la qualità delle decisioni, ma anche per generare un senso di appartenenza autentico. Un sentimento che si traduce, concretamente, in comportamenti più rispettosi dei beni comuni e in una maggiore attenzione verso ciò che è di tutti.

È qui che nasce una cultura del “prendersi cura”: una responsabilità condivisa che diventa abitudine civica, prima ancora che dovere etico. Una comunità che si prende cura della propria città è una comunità più forte, più coesa, più capace di affrontare le sfide del futuro.

In conclusione, il messaggio è semplice ma fondamentale: una città non si governa da soli. Si costruisce insieme. Con partecipazione, con responsabilità e con una visione condivisa.

La mia esitazione iniziale nasceva anche da un senso di responsabilità: chiedersi se sia giusto continuare, se si abbiano ancora energie e motivazioni. La risposta, oggi, è sì. Non per ambizione personale, ma per spirito di servizio.

Ho deciso di ricandidarmi perché credo in Luino, nelle sue potenzialità e nelle sue persone. E perché sono convinto che il lavoro iniziato meriti di essere portato avanti, con lo stesso impegno, ma con ancora maggiore consapevolezza.

Mi ricandido con umiltà, sapendo che tanto è stato fatto ma molto resta da fare. E mi ricandido con una certezza: che il futuro della nostra città si costruisce insieme.

Grazie.